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Il Masters: il torneo dei tornei. Simbolo di tradizione e prestigio. E’ l’unico Major che si tiene ogni anno sullo stesso storico campo, l’Augusta National Golf Club. Istituito nel 1934, questo torneo accessibile su invito attrae l’élite mondiale del golf e offre momenti indimenticabili della storia di questo sport. Tutti i giocatori migliori del nostro tempo hanno contribuito a rendere straordinario questo appuntamento, ma ad ogni edizione soltanto uno, il vincitore, lascia il campo con la celebre giacca verde.

Le date da segnare sono 6-7-8-9 aprile 2017, per l’edizione numero 81. Il programma prevede come di consueto la giornata di anteprima dedicata a giocatori, vecchie glorie e famiglie, ovvero il Par 3 Contest: 9 buche all’insegna del divertimento mercoledì 5 aprile. Come ogni volta, sarà una gara per “non vincere”, causa scaramanzia: nella storia del torneo, chi ha vinto il contest, non è mai riuscito a replicare con la vittoria finale.

Per l’Italia sarà in campo Francesco Molinari, che ha risolto i problemi al polso destro per i quali aveva dovuto ritirarsi dal WGC Dell Match Play.

 

Vivi l’emozione sorvolando il celeberrimo campo dove si sfideranno i migliori giocatori del Masters 2017, cliccando qui. Il percorso è stato disegnato dall’ideatore del torneo, Bobby Jones. I lavori del sogno-progetto di questa leggenda del golf iniziarono nel 1931, e si conclusero poco meno di due anni.  Nel corso degli anni sono state apportate diverse modifiche, ma la storia del golf passa indubbiamente da questo percorso.

 

 

Esamiamo le mitiche 18 buche del Masters una per una.

Buca 1 – Tea Olive (445 yards, par 4). L’avvio è già sfidante, un bunker profondo sulla destra, alberi da entrambi i lati e terreno ondulato che fanno della buca d’esordio una delle più ostiche. Media storia 4,24

Buca 2 – Pink Dogwood (575 yards, par 5). La vegetazione da entrambi i lati riduce i margini di azione, ma qui è possibile andare sotto il par. Media storica 4,79

Buca 3 – Flowering Peach (350 yards, par 4). La buca par 4 più breve, ma non la più semplice. Alberi sullo sfondo, ed un ripido pendio nascondono infatti pericolose insidie. Media storica 4,08

Buca 4 – Flowering Crab Apple (240 yards, par 3). Pendenze e tanto verde, ne sa qualcosa Phil Mickelson che nel 2012 impiegò sei colpi prima di lasciare questa buca. Media storica 3,28

Buca 5 – Magnolia (455 yards, par 4). Profondi fairway bunkers sulla sinistracostringono praticamente le giocate per circa 300 yards. Media storica 4,26

Buca 6 – Juniper (180 yards, par 3). Difficoltosa anche la sei, con molti partecipanti caduti nella trappola dell’enorme pendio nelle passate edizioni. Media storica 3,13

Buca 7 – Pampas (450 yards, par 4). Per renderla una reale opportunità di birdie è stata allungata di 35-40 yards. Aggiunti alberi, rimodellata la superficie, si contano ben 5 bunker. Media storica 4,15

Buca 8 – Yellow Jasmine (570 yards, par 5). Un largo fairway bunker rende difficoltosi i primi colpi d’approccio di questo par 5. Superato l’ostacolo, si aprono le porte verso un buon birdie. Media storica 4,83

Buca 9 – Carolina Cherry (460 yards, par 4).Trovare il par è già un risultato eccellente. Il tee-shot deve essere di una precisione totale a causa del green in contropendenza. Media storia 4,14

Buca 10 – Camellia (495 yards, par 4). Questa è indubbiamente la buca più difficile. Storicamente il Masters si è deciso alla 10. E’ qui che Rory Mcilroy nel 2011 disse addio alle speranze di vittoria impiegando 7 colpi, mentre nell’anno successivo Bubba Watson trovò uno spettacolare par venendo fuori dagli alberi. Media storica 4,31

Buca 11 – White Dogwood (505 yards, par 4). Le difficoltà non terminano di certo alla buca precedente. Qui è l’acqua a spaventare molti. Media storica 4,29

Buca 12 -Golden Bell (155 yards, par 3). Probabilmente il par 3 più famoso acheter cialis al mondo. Acqua davanti, guai intorno. Media storica 3,28

Buca 13 – Azalea (510 yards, par 5). C’è bisogno di trovare la massima precisione nei primi due colpi, per poi cercare di raggiungere l’imbucata evitando un ostacolo acquatico. Media storica 4,78

Buca 14 – Chinese Fir (440 yards, par 4). L’unica buca senza bunker, ma il green è tremendamente difficile. Media storica 4,17

Buca 15 – Firethorn (530 yards, par 5). Cercare il green scavalcando o aggirando lo stagno? Questo è il dilemma. Media storica 4,77

Buca 16 – Redbud (170 yards, par 3). Una delle buche più ostiche del percorso. Bunker ed un laghetto rendono arduo l’avvicinamento alla buca. Media storica 3,15

Buca 17 – Nandina (440 yards, par 4). Dopo la rimozione del famoso albero Eisenhower, danneggiato causa maltempo, è divenuta una buca meno proibitiva. Media storica 4,15

Buca 18 – Holly (465, par 4). Il passaggio attraverso gli alberi è stato reso più impegnativo per l’arretramento di 60 yards. Degna conclusione di un torneo meraviglioso. Media storica 4,22

 

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